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Erik Jan Hanussen
Erik Jan Hanussen, nome d'arte di Herschmann Chaim Steinschneider (Vienna, 2 giugno 1889 – Berlino, 25 marzo 1933), è stato un illusionista austriaco. Herschmann Chaim Steinschneider era conosciuto con una dozzina di nomi d'arte, ma quello che più d'ogni altro lo rese famoso fu “Erik Jan Hanussen”. Ebreo di origine morave, convertito al protestantesimo, coetaneo di Adolf Hitler (era nato solo quaranta giorni dopo rispetto al Führer), nonché connazionale e suo astrologo preferito, nel decennio compreso tra il 1920 ed il 1930, nella Germania del periodo della repubblica di Weimar divenne una celebrità seconda – per fama – solo a quella del suo connazionale Harry Houdini. Predisse con esattezza la data in cui Hitler sarebbe salito al potere 1933, ma di lì a poco venne arrestato dalla Gestapo, torturato, ucciso (ed il suo cadavere orribilmente sfigurato), probabilmente a causa della gelosia che alcuni gerarchi nazisti nutrivano nei suoi confronti, in considerazione del rapporto privilegiato che lo legava al dittatore nazista. Pochi libri sono stati scritti sulla sua figura. Uno dei più recenti e completi è quello redatto da Mel Gordon[1] Erik Jan Hanussen - al secolo Herschmann Chaim Steinschneider - nacque a Vienna il 2 giugno 1889 fuori dal vincolo matrimoniale, la cui madre fu fatta partorire in una cella del commissariato del quartiere di Ottakring, uno dei più infimi della capitale austriaca, al fine di evitare uno scandalo. Il suo certificato di nascita è conservato, invece, nell'archivio dell'anagrafe della città di Proßnitz. Sua madre, Julie Cohen apparteneva ad una nota famiglia ebraica ultraortodossa che non tollerava la di lei relazione con l'attore girovago e nullatenente Siegfried Steinschneider, anch'egli di religione ebraica. Nel 1888, al momento della notizia della gravidanza, i due amanti fuggirono in Moravia, una regione dell'attuale Repubblica Ceca, allora facente parte dell'Impero Austroungarico, al fine di evitare le prevedibili ritorsioni del padre di lei, noto commerciante di pellami. L'anno dopo, al momento della nascita del figlio, a causa delle ristrettezze economiche, essi dovettero far ritorno a Vienna, dove il padre venne incarcerato per diversi mesi. Una volta scarcerato, Siegfried penetrò nottetempo nella camera da letto dell'amata e rapì lei ed il figlio e fuggirono a Hermannstadt (attuale Sibiu, in Romania), dove la madre si ammalò di tubercolosi. A causa delle peggiorate condizioni di salute della madre, la famiglia fece ritorno a Vienna nel 1892. Alla morte della consorte 1896, il padre si trasferì col figlio nella città di Boskowitz dove rimasero fino all'ottobre del 1900 quando fecero ritorno a Vienna, a seguito delle nuove nozze del padre. Nel 1903 Hanussen fuggì di casa e si unì ad un circo. Da allora non ebbe più contatti col padre ed iniziò una vita errabonda fatta di cabaret, avanspettacolo, spettacoli di illusionismo, di funambolia e, persino, d'intrattenimento sui battelli da crociera nel Mediterraneo, fino allo scoppio della Prima guerra mondiale. Sposò la sua prima moglie, la suggeritrice teatrale viennese Herta Samter, il 19 maggio 1912, da cui divorziò il 19 luglio 1920. Nel 1914 venne inviato sul fronte orientale a combattere come mitragliere contro i russi. Prese parte alla difesa di Przemysl ed alla battaglia di Gorlice - Tarnow nel maggio del 1915. Alla fine del 1915 partecipò anche alla conquista di Zamosc. A partire dal 1916 furono numerose le sue assenze dal fronte in quanto impegnato negli spettacoli per ricreazione delle truppe. Terminò la guerra sul fronte bosniaco a Sarajevo nel 1918. Fu proprio durante la guerra che assunse l'identità di Erik Jan Hanussen, generalità tipicamente danesi. Assunto presso uno dei migliori teatri viennesi, l'Apollo Theatre nel gennaio del 1919, divenne ricco e famoso, suscitando al contempo ammirazione in alcuni ed invidie ed odio in altri (che non esitarono a definirlo cialtrone e ciarlatano). Nel febbraio di quell'anno contribuì a risolvere il giallo delle banconote rubate alla zecca austriaca, ma la brutta figura rimediata dal capo della polizia della capitale austriaca gli valse l'espulsione dalla città. Nel 1920 si rifugia in Cecoslovacchia con la sua nuova moglie, sposata in quell'anno (03 agosto 1920), l'attricetta Theresia Luksch (in arte, "Risa Lux"), che era incinta e che gli darà una bambina, Erika Steinschneider, futura attrice dell'avanspettacolo italiano del secondo dopoguerra ed interprete di alcuni sketch pubblicitari del fortunato programma della RAI "Carosello". La fama di illusionista iniziò a pervadere l'Europa, tanto che nel 1921 abbandonò moglie e figlia e si mise a visitare diversi paesi: Grecia, Ungheria, Turchia, Siria, Giordania, Arabia Saudita, Palestina, Egitto, Libano, Iraq, Iran, Libia ed Algeria. Non sempre i suoi spettacoli risultarono graditi alle autorità locali: Rodi (allora l'isola greca era sotto protettorato italiano) gli negò l'approdo; a Creta rischiò il linciaggio; a Bona (oggigiorno "Annaba") ed a Memel (oggigiorno "Klaipeda" in Lituania) fu espulso. Nel 1924, durante una trionfale turnee negli Stati Uniti, gli fu recapitato a New York il telegramma ove la moglie aveva richiesto il divorzio per potersi risposare a Merano. Nel 1925 venne ricoverato d'urgenza all'ospedale di Berlino a causa d'una grave setticemia. Tra il 1920 ed il 1925 - prima di diventare amici - fu l'antagonista di Siegmund Braitbart (1883 - 1925), un erculeo attore ebraico proveniente dalla regione austriaca della Galizia. In questo periodo riuscì a lanciare nel mondo dello spettacolo tre ragazze di umili origini che godetterò di un decennio di relativa fama, tali Martha Kohn, Rose Presl ed Anna Schedel, che - curiosamente - adottarono tutte il medesimo nome d'arte "Marta Farra", cosicchè, contemporaneamente, si esibivano a Siviglia, a New York ed a Budapest tre artiste col medesimo soprannome. Entrò anche in contatto con Siegfried Herz un istrione molto conosciuto nella berlino del primo dopoguerra. Nel 1926 organizzò una serie di spettacoli a Breslavia, a Chemnitz, a Lipsia, a Dresda. Tra il 1927 ed il 1929 fu quasi ininterrottamente presente in Cecoslovacchia: a Praga (dove fece la conoscenza dello scrittore teatrale Karel Capek), Brno, Bratislava, Marienbad, Teplitz - Schõnau, Karlsbad Lobositz e Leitmeritz dove fu implicato in un celebre processo per circonvenzione di incapaci, sebbene ne uscisse assolto (1928 - 1929). Il 01 gennaio 1928 sposò la sua terza ed ultima moglie, la telegrafista berlinese Elfriede Charlotte Ruhle ("Fritzi"), da cui si separò nel dicembre 1930, per divorziare effettivamente nel febbraio 1932. Ricchissimo, successivamente al divorzio, divenne famoso per le orge e la droga che veniva consumata in tali occasioni durante le gite sul suo yacht privato. Tra il 1931 ed il 1932 organizzò turnee a Danzica, in Olanda, in Svizzera ed in Danimarca. La Norvegia, invece, gli proibì l'ingresso sul proprio suolo nazionale e la progettata tappa in Spagna non si tenne affatto. Nel 1932 divenne il proprietario del quotidiano "Berliner Wochenschau", che uscì il 25 marzo di quell'anno riportando in prima pagina, a caratteri cubitali e scritti in inchiostro rosso, il titolo: "Hanussen predice la vittoria elettorale di Adolf Hitler !" Hanussen raggiunse un grande successo nella Berlino del primo dopoguerra, esibendosi nei cabaret e suscitando l'interesse di personalità della cultura, da Sigmund Freud a Thomas Mann, dello spettacolo e soprattutto di Adolf Hitler, che iniziò a frequentarlo con regolare assiduità a partire dal1932, sebbene alti gerarchi nazisti s'intrattenessero con lui già dal 1924, al momento del loro rilascio dalla prigione di Landsberg am Lech, a causa del tentato golpe passato alla storia come "il putsch della birreria". Difficile appare, invece, l'accoglienza della testimonianza di alcuni nazisti circa l'incontro tra il medium ed Hitler nei primi anni '20 del secolo scorso, sia per incongruenze temporali che per inconciliabilità di luoghi. Pertanto, come in alcuni documenti riportato[2], non è credibile l'asserzione secondo cui, nei primi mesi del 1920, il futuro dittatore nazista prese lezioni dall’astrologo ed indovino Hanussen, secondo la testimonianza del suo collega di partito Otto Strasser, in quanto, all'epoca, Hanussen viveva a vienna ed Hitler è accertato non essersi mosso da Monaco di Baviera. È difficile per gli storici ricostruire i passaaggi chiave del rapporto tra Hanussen ed i nazisti tra la primavera del 1932 e la primavera del 1933, in quanto, dopo l'omicidio dell'illusionista, gli alti gerarchi nazisti cancellarono tutte le prove della loro frequentazione con il veggente. È certo che tra la fine di giugno e l'inizio di luglio del 1932, su richiesta di Hitler in persona, il conte Wollf von Helldorf, uno dei più noti gerarchi nazisti in Berlino, nonché amico di vecchia data di Hanussen ed ospite assiduo dei suoi festini orgiastici, lo presentò ufficialmente al futuro dittatore. Non è noto, però, quanti incontri avvennero tra Hanussen ed Hitler, specialmente dopo il mese di dicembre 1932. Nell'agosto 1932 predisse ad Hitler il successo all'elezione per la carica di cancelliere entro il gennaio dell'anno successivo, come realmente avvenne, "non appena i più prestigiosi nomi della finanza tedesca si saranno accordati sul vostro nome e nessuno potrà cambiare questa decisione". Nuovamente, dopo l'esito delle elezioni del 06 novembre che esitarono in un risultato sfavorevole ai nazisti, ebbe a ripetere ad Hitler: "Non vi angosciate ! Vedo la vittoria arridervi, non la si può fermare ! Il destino è scritto nelle stelle e nulla avrà il potere di mutarlo ! È volere del Fato che voi diventiate il futuro supremo condottiero della Germania!" Gli predisse anche la caduta del governo del generale Kurt von Schleicher, ad opera del suo acerrimo nemico Franz von Papen (Schleicher aveva cercato di manovrare Papen dopo averlo fatto eleggere cancelliere: "Io non ho affatto bisogno di una testa" - alludendo a quella di Papen - "Bensì di un cappello !"), il che avrebbe spianato la strada al potere dei nazisti. In tale occasione, Hanussen utilizzò nell'occasione la frase del famoso bollettino napoleonico del dicembre 1812 che sintetizzò la catastrofica Campagna di Russia): "L'armata è a pezzi. Sua Maestà l'Imperatore gode d'ottima salute !". Infatti, all'inizio di gennaio 1933, il presidente della repubblica, Paul von Hindenburg convocò il cancelliere Schleicher per dimissionarlo con le seguenti parole: "Vi chiedo - Signor Generale nonchè Cancelliere - e - nella Vostra qualità di vecchio soldato - Voi siete benissimo a conoscenza che tale mia richiesta altro non è che un ordine espresso in forma garbata e cortese e che perciò non ammette repliche - di ritirarVi dall'incarico !". La caduta di Schleicher lasiò il posto ad un governo di coalizione in cui Hitler era cancelliere e Papen vicecancelliere. Ma i dicasteri chiave erano nelle mani dei nazisti. Grazie alle sue rinomate predizioni Hanussen divenne ricco e potente, ma anche molto scomodo. L'essersi poi schierato a favore dei nazisti pubblicamente, si risolse per lui in un disastro, in quanto la stampa comunista, grazie ai documenti passati dall'ex segretario Ernest Juhn, licenziato il lustro precedente, pubblicò alcuni certificati (di nascita, scolastici, matrimoniali) in cui era inequivocabile la sua origine ebraica, il che gli fece perdere gl'appoggi in seno al partito nazista cui s'era iscritto a febbraio del 1933. E quando, il giorno prima dell'incendio del Reichstag, il 26 febbraio 1933, nel contesto di una seduta spiritica, ebbe la visione di "un grande edificio consumato dal fuoco", il fatto quasi certamente destò le ire dei gerarchi nazisti, mai del tutto scagionati dalla presunta colpevolezza di piromania (sebbene abbia pagato con la vita un olandese semiinfermo di mente ed aderente al partito comunista tedesco, tal Marinus Van Der Lubbe. Nel suo libro, Mel Gordon cita anche la proposta fatta da diversi storici tedeschi secondo i quali Hanussen fu l'organizzatore (od uno degli organizzatori) dell'incendio che permise ad Hitler di strappare il decreto legge "Per la salvaguardia del Popolo Tedesco" ad Hindenburg che gli permise di instaurare la dittatura. Hanussen fu arrestato dalle SA la mattina del 24 marzo 1933 e portato nella sede della Gestapo di Berlino, sulla General Pape Strasse, dove gli venne notificata l'espulsione dal partito. Venne interrogato per diverse ore e torturato. Gli vennero sequestrati tutti i suoi averi e tutte le cambiali riportanti le somme da lui prestate a diversi gerarchi nazisti. Arrestato nuovamente l'indomani, 25 marzo 1933, venne duramente picchiato, ed al termine tre uomini delle SA, Rudolf Steinle, Kurt Egger e Wilhelm von Ohst, ognuno dei quali impugnante una pistola, gli spararono a bruciapelo un colpo alla testa, uccidendolo. La sua morte avvenne ad un anno esatto di distanza dal suo vaticinio in favore della vittoria del Partito Nazista. Il suo corpo, in avanzato stato di decomposizione venne rinvenuto nel bosco di Staakowen alla periferia settentrionale di Berlino, tra Neuhof e Baruth dal contadino Mathias Hummel il 7 aprile 1933, orrendamente mutilato. L'11 aprile venne sepolto con rito cattolico (Hanussen s'era convertito al Cristianesimo nel gennaio 1933) nel cimitero di Stahusdorf, alla presenza di sole sei persone, tra le quali l'ultima ex moglie. La sua tomba è tuttora visibile e ben conservata. Specialmente tra gli scrittori di lingua slava dell'europa orientale, nel decennio tra il 1960 ed il 1970 si è parecchio scritto circa i poteri paranormali di Hanussen. Sebbene molti dei suoi spettacoli si basassero su trucchi più o meno sottili, alcuni episodi rimangono tuttora inquietanti. Sono attestati i casi risolti dall'intervento dell'illusionista sia in materia di furti che di omicidi, casi spesso difficoltosi per la polizia tedesca, austriaca e ceca. È altresì nota tutta una serie di profezie effettivamente avveratesi: quelle summenzionate riguardanti Hitler ed il Terzo Reich, ma anche quella concernente la morte di Stalin (sbagliò solo di cinque mesi) nel 1953. Esistono testimonianze circa il fatto che avesse predetto la propria morte, in tempi non sospetti, visto che i nazisti non avevano ancora preso il potere. Al suo vecchio amico ebreo e collega Frederick Marion[3] preannunciò la propria dipartita con queste parole, alla vigilia del Natale del 1932. "Mi sono spinto oltre. Ora lo so ! Ma niente di ciò che posso fare cambierà lo stato delle cose. Ho fatto progetti di partire per l'America l'anno prossimo, ma mai li realizzarò ! Non esiste più via d'uscita per me !". Due mesi prima, a Merano (ottobre 1932), durante la settimana trascorsa con l'ex moglie Thereisa e la figlia Erika, aveva chiesto di poter riunire la famiglia e di andar tutti quanti oltreoceano, in America appunto. Al rifiuto dell'ex moglie di riconciliarsi, Hanussen aveva predetto che il suo nuovo compagno l'avrebbe abbandonata nel giro di qualche mese (il che s'avverò puntualmente) e, nel congedarsi, disse alla figlia: "Vi confido che questa sarà l'ultima volta che ci vedremo. Per questo motivo vi regalo questa mia fotografia autografata. Mi resta poco da vivere oramai... !". Alla famiglia Krupp, magnati dell'acciaio, che lo avevano contattato per conoscere ciò che sarebbe avvenuto nel 1942, profetizzò: "Vedo una catastrofe mondiale per il 1940: una guerra contro la Gran Bretagna, l'Unione Sovietica, gli Stati Uniti. Nel 1942 vedo tanti stivali muoversi ad ondate, dei nostri battaglioni". Il giorno prima di morire, con l'inchiostro simpatico scrisse una lettera all'ex segretario Juhn, che tantò gli fu di nocumento: "Desidero che si ricompongano i nostri dissidi... tu non credi nell'occulto, ma il nuovo padrone (Hitler) della Germania ci crede eccome ! Leggi quanto profetizza il mio collega, il profeta Daniele nel capitolo 8. Calcola bene gli anni e saprai quando cadrà l'uomo malvagio che cerca di sottomettere il mondo con la forza bruta (sempre Hitler). Calcola gli anni da quando cento sinagoghe saranno distrutte in un'unica sera ("Notte dei cristalli", 1938) e saprai quando cesserà il suo barbaro sogno". Nel 1920, quando erano seduti in un bar a Vienna, aveva insistito con la moglie di spostarsi di tavolo. Poco dopo, in una sparatoria, morì l'occupante del posto ove essi erano stati precedentemente seduti. Ed al suo segretario aveva preannunciato che egli, con tutta la famiglia, sarebbe morto nel 1937 sotto un lampadario di cristallo, cosa che avvenne realmente. Non è dato conoscere quale motivazione (o quale serie di motivazioni) abbiano condotto all'efferato omicidio dell'illusionista ebreo. Hitler continuava a tenerlo in grande considerazione, nonostante la dimlui appartenenza alla razza ebraica. Di più, il ditatore era un noto cultore dell'esoterismo[4],e fin dalla giovinezza era addentro ai circoli antisemiti a matrice esoterica, tanto che la rivista “Ostara”, di cui Hitler è assiduo lettore negli anni viennesi (ne richiedeva addirittura degli arretrati) coniugava i due sopracitati aspetti. La pubblicazione, fondata nel 1905, prendeva il nome da un’antica dea pagana germanica della primavera ed era diretta da un seguace dell'occultista ed erudito viennese Guido von List, un frate che aveva lasciato la tonaca, Jorg Lanz von Liebenfels, personalità nota per il suo marcato antisemitismo.