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. DIVINITÀ (NAGA) - 6


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- Statuine indiane (metallo)

Descrizione

materiale ottone
formato 3,2x4
peso gr. 24,5 c.a.

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I naga (serpente, femminile "nagini") sono un'antica razza di uomini-serpente presente nella religiosità e nella mitologia vedica e induista a partire dalla tradizione orale risalente al V millennio a.C.; storie di Naga fanno ancora parte della tradizione popolare di molte regioni a predominanza indù (India, Nepal, Bali) e buddhista (Sri Lanka, Sud-Est asiatico).

Manasa è una dea naga della fertilità, venerata nell'Est dell'India per protezione dai morsi di serpenti
Mucalinda è un re naga che secondo il buddhismo protesse il Buddha dalle intemperie per sette giorni e sette notti durante la sua meditazione sotto l'albero di Bodhi (un esemplare molto venerato di Ficus religiosa, un cui discendente è ancora oggi conservato nel tempio di Mahabodhi).
Shesha non è in realtà un rappresentante dei naga, ma un'espansione di Vi??u che prende la forma di un enorme naga con mille teste, che vive nell'oceano celeste e forma il letto del dio; secondo il Mahabharata, invece, è il capostipite dei naga, figlio di Kashyapa e Kadru. È conosciuto anche come Ananta ("senza fine") o Adisesha ("Sesha il primo").
Vasuki, fratello di Manasa, è una divinità naga protagonista, nell'Itihasa, della zangolatura del cielo, con cui gli dei ottennero il Soma dall'oceano di latte: consentì a deva e asura di usare il suo corpo come corda, ma sottoposto a gravi sforzi il suo respiro divenne alahala, il più tremendo veleno dell'universo, e rischiò di distruggere ogni forma di vita dell'universo, divinità comprese. Siva, per salvare il cosmo, respirò tutto il veleno, ma invece di ingoiarlo lo lasciò nella sua gola, che divenne blu (da cui il suo appellativo Nilakanta, "dalla gola blu").

I naga sono particolarmente popolari nel Sud dell'India, dove si crede che donino fertilità ai loro fedeli. Secondo leggende indù, sono servi di Varuna, dio vedico delle tempeste, e si dividono in Manasa, Mucilinda, Shesha, e Vasuki. I naga vivono nel Patala, il settimo regno degli Inferi [1], e sono discendenti di Kashyapa e Kadru; sono nemici giurati dei garuda, una razza divina di aquile. La parola Naga viene dal sanscrito, e "nag" significa ancora "serpente" in molte lingue dell'India; si può osservare che "nag" o "nak" o "nakh" è parente del semita nachash e forse dell'inglese snake.

Sono anche considerati spiriti della natura, protettori di fonti, pozzi e fiumi; portano la pioggia, e quindi fertilità, ma anche disastri come inondazioni e alluvioni. Secondo alcune leggende, diventano pericolosi quando gli esseri umani danneggiano l'ambiente o mancano loro di rispetto. Vista la loro affinità con l'acqua, si dice che gli ingressi alle loro città sotterranee siano nascosti sul fondo di pozzi, laghi e fiumi profondi. I naga vengono associati anche alla sessualità, e alla seduzione. I naga custodiscono anche l'elisir della vita e dell'immortalità; secondo una leggenda, quando gli dei stavano distribuendo la vita tra le creature, i naga riuscirono a rubarne una coppa. Gli dei recuperarono la coppa, ma facendolo versarono parte del suo contenuto in terra; i naga lo leccarono dal terreno, e così si tagliarono la lingua, che da allora è biforcuta.

Il nome della città indiana Nagpur deriva da Nagapura, la leggendaria città dei Naga; si crede la leggenda dei naga possa aver avuto origine da un antico popolo.

Secondo i marinai malesi, i naga hanno l'aspetto di draghi con molte teste; in Thailandia e Giava, sono divinità della prosperità; in Laos sono enormi serpenti acquatici.


Un re di aringhe pescato da militari statunitensi
In Cambogia
In una leggenda cambogiana, i naga erano una razza di rettili che possedevano un grande regno nella regione dell'oceano Pacifico; una loro principessa sposò il primo re dell'Antica Cambogia, dando origine al popolo cambogiano. Per questo motivo i cambogiani si considerano eredi dei naga. I naga con sette teste rappresentati nei templi cambogiani, come ad Angkor Wat, rappresentano le sette razze della società dei naga, che hanno una mitica, o simbolica, associazione con i sette colori dell'arcobaleno. Inoltre, i naga cambogiani possiedono dei simbolismi numerologici per altri numeri delle loro teste: numeri dispari a rappresentare l'energia maschile, l'infinito, l'eternità, e l'immortalità; numeri pari per femminilità, fisicità, mortalità, temporaneità, e la Terra."

Leggende simili a quelle cambogiane sono diffuse presso gli adivasi del Sud dell'India e gli aborigeni dell'Australia; in queste versioni, i naga abitavano un grande continente nell'oceano pacifico (conosciuto come perduto continente di Mu), che poi si inabissò e i cui resti formerebbero l'Indonesia e l'Australia. Questi naga avrebbero sviluppato una civiltà sotterranea e sottomarina estremamente avanzata e possiederebbero poteri sovrumani.

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I Naga sono creature con busto umano e coda di serpente presenti nella mitologia induista vedica e nella tradizione orale del V millennio a.C. La parola Naga viene dal sanscrito: “nag” significa “serpente”, questa razza antica fa parte della cultura popolare di prevalenza indù e buddhista, in particolare nel Sud dell´India, dove si dice che diano la fertilità ai fedeli, inoltre sono considerati i servi di Varuna, dio vedico delle tempeste.

Manasa: dea Naga della fertilità idolatrata in India, garantiscei la protezione dal veleno dei serpenti.

Vasuki: il fratello di Manasa.

Mucalinda: re che protesse il Buddha dalle intemperie per sette giorni e sette notti durante la sua meditazione sotto l´albero di Bodhi

Sesha: secondo il Mahabharata è il capostipite delle Naga

I Naga discendevano da Kadru, moglie di Kashyapa, le persone del posto pensano che queste creature vivano nel Patala, il settimo regno degli Inferi un’area infernale disseminata di fastose dimore e abitata da bellissime donne e che siano nemici dei garuda, delle aquile celestiali.


I Krishna li considerano una razza maledetta tanto da volerli annientare, i Naga nella mitologia indiana e indonesiana si presentano come esseri benevoli e di bellissimo aspetto, specialmente le femmine hanno una bellezza smisurata e vengono chiamate Nagi o Nagin.

I Naga sono considerati spiriti della natura, protettrici di fonti, pozzi, fiumi, portatori di piogge, coloro che danno prosperità ai terreni. colpivano solo chi le contrariava danneggiando l´ambiente mandano la pioggia nei periodi di siccità. Talvolta però questi esseri sono anche associati a grandi catastrofi naturali quali alluvioni e tempeste.

Una leggenda dice che fossero riuscite a rubare una coppa della vita agli dei e che fossero in grado di dispensare l´eterna giovinezza.
Per i malesi sono serpenti a più teste, a Laos sono considerati come enormi serpenti acquatici , in Thailandia e Giava sono divinità della prosperità dalla forma più umanoide e dotata di braccia.

Oggi ci sono molte culture che sostengono di discendere dai Naga: i cambogiani, secondo la leggenda una principessa Naga che sposò il re dell´Antica Cambogia che diede vita al popolo cambogiano.

La città indiana del Nagpur deriva da Nagapura, la leggendaria città delle Naga e nel Nord-Est dell´India, esiste lo stato del Nagaland, abitato dai Naga i quali si ritenevano diretti discendenti dei Naga mitologici. Il popolo è caratterizzato dalla bellicosità e dal secco rifiuto di ogni contaminazione religiosa, ma sembra che la religione cristiana insediatasi mano a mano nel luogo stia mitigando questa condizione, spingendoli a rinunciare alla loro cultura tribale.