San Materno di Colonia
Data calendario: 14/9

San Materno di Colonia

14 settembre

Colonia (Germania), IV secolo

Lo conosciamo come il primo vescovo nella storia cristiana di Colonia. Ma dal IX secolo è nata in Germania (e il luogo d’origine è Treviri) una singolare leggenda, secondo la quale Materno sarebbe arrivato dalla Palestina. Non solo: è indicato pure come discepolo di Pietro apostolo, e da questi mandato ad annunciare il Vangelo nel mondo germanico. Questo racconto fantasioso tendeva a presentare Treviri come prima sede vescovile di Germania, e quindi dotata di giurisdizione “per anzianità” sulle altre.
Il Materno della storia, invece, vescovo di Colonia, è un personaggio importante della Chiesa, ormai libera per opera dell’imperatore Costantino, ma esposta – finite le persecuzioni esterne – al travaglio interno dei cristiani che si fanno male da soli. Materno è uno dei pacificatori, chiamato dalla sua Germania ad appianare un duro contrasto che è nato nel Nordafrica.
È lo scisma detto donatista, dal nome del vescovo Donato che ne è diventato l’uomo di punta. Lo scisma dei rigoristi, avversi a ogni indulgenza verso i cristiani che hanno ceduto per paura durante la persecuzione di Diocleziano, e che sono detti traditores (da tradere = consegnare) perché hanno consegnato i libri sacri all’autorità romana. La visione donatista è drammaticamente elitaria e avversa a ogni indulgenza: i pochi cristiani buoni devono “segregarsi” per sempre dalla massa dei mediocri e malfidi. Di qui si arriva poi a negare validità agli atti di ministero compiuti da chi sia ritenuto indegno. E così i donatisti di Cartagine non riconoscono il nuovo vescovo Ceciliano, perché uno dei suoi consacranti ha ceduto durante la persecuzione. Invocano come arbitro l’imperatore Costantino, e questi nel maggio 313 scrive al papa Milziade di aver convocato Ceciliano a Roma, con sostenitori e avversari, "perché possa essere ascoltato in presenza vostra, come pure dei vostri colleghi Reticio, Materno e Marino, ai quali ho ordinato di accorrere a Roma" (Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica). Reticio è vescovo di Autun, e Marino di Arles. Con essi parte Materno alla volta di Roma. L’imperatore Costantino, pur obbedendo a convenienze politiche sue, ha promosso un atto incisivo di collegialità ecclesiale, affidando il caso africano anche a vescovi di Gallia e di Germania (papa Milziade, o Melchiade, è africano).
Altro non sappiamo di Materno, dopo questa sua missione a Roma, che si conclude con un giudizio favorevole a Ceciliano (ma senza mettere fine allo scisma, che travaglierà ancora sant’Agostino). Mentre a Treviri la leggenda cercava di impadronirsi della sua figura, a Colonia si cominciava a venerarlo come santo. Un culto popolare di cui danno testimonianza anche le splendide vetrate del XIII secolo, nella cappella del duomo dedicata al suo nome.